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Google Quality Rater: chi stabilisce la qualità del tuo sito
Blog

Google Quality Rater : ecco chi stabilisce il posizionamento del tuo sito web

12 Maggio 2019 /Posted byAlberto Pozzi

Google esamina con estrema attenzione i contenuti dei siti web che indicizza. Per stabilire che una pagina di un sito è meglio di un’altra, Google ha fissato un algoritmo estremamente complesso con regole proprie (in continuo aggiornamento) per stabilire cos’è un contenuto di qualità o un contenuto pessimo.

Ma l’algoritmo di valutazione automatica di Google non è l’unico modo per stabilire la qualità di una pagina e di un sito. Da una parte, Google raffina continuamente i propri algoritmi automatici per stabilire la qualità di un contenuto; dall’altra parte, esistono collaboratori “umani” che scorrono manualmente i siti web e ne stabiliscono la qualità: questi collaboratori sono i Google Quality Rater.

Più precisamente, i Quality Rater esaminano i siti per confermare se l’algoritmo automatico di Google ha correttamente assegnato ad ogni pagina il giusto livello di qualità, oppure se l’algoritmo si è sbagliato, e in quel caso segnalano che l’algoritmo non ha centrato la valutazione.

I Google Quality Rater pertanto non giudicano direttamente la qualità di un sito, ma indicano le eccezioni nell’algoritmo di valutazione Google, indicando allo stesso tempo come migliorarne le valutazioni automatiche.

LE QUALITY RATER GUIDELINES

Per coordinare i Quality Rater e ottenere valutazioni tra di loro uniformi, Google ha sviluppato una serie di indicazioni e regole proprie, ovvero le Quality Rater Guidelines, che sono pubbliche e visibili. Questo documento è particolarmente importante per chi si occupa di comunicazione digitale, in particolare di comunicazione web, e in particolare chi si occupa di posizionamento su Google – SEO.

È essenziale conoscere quali sono i criteri secondo i quali Google stabilisce che ciò che hai pubblicato è davvero un contenuto di buona qualità, oppure no. Ovviamente, è essenziale saperlo perché conoscere ed evitare i comportamenti considerati deprecabili può portare la tua comunicazione digitale ad un ottimo livello.

Recentemente, sono cambiate alcune regole che stabiliscono cos’è un contenuto di bassa e pessima qualità, ovvero quali sono le prassi, i comportamenti, le omissioni che possono stroncare il posizionamento del tuo sito web.

COS’È UNA PAGINA DI BASSA QUALITÀ SECONDO LE QUALITY RATER GUIDELINES

In estrema sintesi, secondo le Quality Rater Guidelines (aggiornate al 2019), sono da considerare pagine di bassa qualità le pagine che non riescono a fornire le informazioni che dovrebbero. Questo può accadere fondamentalmente per due ragioni:

  1. Potrebbe non esserci abbastanza contenuto principale (Main Content – MC) per soddisfare adeguatamente il lettore,
  2. Chi ha creato il contenuto non ha sufficiente competenza sul tema che sta trattando.

A questo proposito, ecco l’estratto (tradotto) dalle Quality Rater Guidelines:

“Una pagina dovrebbe essere pensata per servire ad un determinato scopo. Tuttavia, una pagina dovrebbe essere classificata di bassa qualità se non raggiunge correttamente il proprio scopo perché è carente di qualche tipo di contributo; questo può accadere se la pagina non ha sufficiente contenuto, oppure se il creatore non è esperto del tema trattato dalla pagina.”

PERCHÉ UN CONTENUTO È CLASSIFICATO DI BASSA O PESSIMA QUALITÀ

Si tratta di un cambiamento importante. Viene introdotto in maniera sistematica l’importanza dell’autorevolezza dell’autore. In maggiore dettaglio, ecco alcuni dei controlli suggeriti da Google ai propri Quality Raters. I Quality Raters classificano una pagina di bassa qualità se rilevano almeno uno dei seguenti punti:

  1. Vi è un livello inadeguato di Competenza, Autorevolezza, Attendibilità (in gergo sono indicati con Expertise, Authoritativeness, e Trustworthiness , sintetizzati con la sigla E-A-T).
  2. La qualità del contenuto principale è bassa.
  3. Vi è una quantità insoddisfacente di contenuto principale, rispetto agli scopi della pagina
  4. Il titolo del contenuto principale è esagerato o scioccante
  5. Le pubblicità (Ad) o i contenuti sponsorizzati distraggono dal contenuto principale
  6. Ci sono troppe poche informazioni sul titolare del sito web o sull’autore del contenuto, e non ci sono buone ragioni per mantenere l’anonimato
  7. Secondo ricerche e valutazioni di reputazione, il creatore del contenuto o del sito ha una pessima reputazione su altri siti, altre pagine, altri contenuti.

Incorrere in una di queste valutazioni comporta una classificazione di bassa qualità della pagina. Se una pagina incorre in 2 o più di una di queste problematiche, può essere appropriato assegnare una valutazione ancora peggiore, ovvero di pessima qualità.

CLICKBAIT? PAGINA DI PESSIMA QUALITÀ

Notate soprattutto il punto 4, che viene ulteriormente approfondito e chiarito nelle Guideline. Il riferimento è a quei contenuti che presentano titoli eccessivamente sensazionalistici, mirando a guadagnare click solo facendo leva sulla curiosità dell’utente (“Clickbait”), senza che in realtà si forniscano contenuti soddisfacenti. Post o articoli prodotti in stile “clickbait” secondo Google ora sono considerati comunque di bassa qualità, indipendentemente dalla effettiva qualità del contenuto.

Su questo punto Google sottolinea con maggiore chiarezza:

“Titoli esagerati o scioccanti possono indurre l’utente a clickare su determinate pagine nei risultati di ricerca. Ma se il reale contenuto non corrisponde alle attese generate dal titolo, l’esperienza utente è di confusione e delusione. Pagine che hanno titoli esagerati o scioccanti, e che non descrivono esattamente il contenuto principale, dovrebbero essere classificate di basso livello.”

ALTRI DETTAGLI INTERESSANTI DALLE GUIDELINE

Ecco una serie di altri cambiamenti recenti effettuati alle guideline di Google per i Quality Rater, relative all’individuazione di pagine di bassa (low) e pessima (lowest) qualità:

  • Se le pubblicità pubblicate su una pagina presentano contenuti grotteschi, queste sono da considerare comunque distraenti, e quindi il contenuto che le ospita è da classificare di bassa qualità.
  • Per valutare la reputazione dell’autore del contenuto è necessario effettuare una ricerca estesa e accurata.
  • L’identificazione dell’autore del contenuto con un alias/nickname noto e usato per molto tempo su Internet è considerata una prassi accettabile.
  • Una pagina è classificata di pessima qualità quando lo scopo della pagina stessa non è ben determinato.
  • Le pagine “Your Money, Your Life” senza informazioni sull’autore del contenuto sono da considerare di bassa qualità. Le pagine “You Money Your Life” (spesso abbreviate con la sigla YMYL) sono contenuti che si occupano di guidare e consigliare le scelte personali in termini di quattrini (investimenti, assicurazioni, banche, etc.) e di salute/benessere/scelte di vita. Negli ultimi mesi questo tipo di contenuti sono controllati e classificati da Google con molta attenzione e severità.
  • Pagine di siti web non aggiornati dovrebbero essere classificati di pessima qualità, se non raggiungono il loro scopo a causa della mancanza di aggiornamento.
  • Pagine che promuovono l’odio verso gruppi di persone vittime di atrocità o basandosi su temi politici, sociali ed economici dovrebbero essere classificati di pessima qualità.
  • Pagine che incitano a compiere (su sé stessi o verso altri) azioni che comportino danni mentali, fisici o emotivi dovrebbero essere classificati di pessima qualità.
  • Il contenuto dovrebbe essere classificato di pessima qualità se l’autore ha una reputazione negativa o ha già pubblicato informazioni false, inaccurate o calunniose.
  • Pagine con link che sono dannosi per l’utente, come link a download di malware o software infetti, dovrebbero esser classificati di pessima qualità.
  • Pagine che mirano a disinformare l’utente con un contenuto che si possa dimostrare come inaccurato, dovrebbero essere classificate di pessima qualità
  • Qualsiasi pagina progettata per indurre l’utente a clickare su un link dovrebbe essere valutata di pessima qualità.

Tutti questi ultimi punti costituiscono un nuovo aggiornamento alle guideline per i Quality Rater di Google (Google’s Quality Rater Guidelines) .

CURARE QUALITÀ E AUTOREVOLEZZA DEL CONTENUTO

In definitiva, i punti elencati costituiscono un aggiornamento estremamente interessante alle regole di classificazione dei contenuti. Indicano in maniera sempre più chiara che la qualità del contenuto rimane il punto fondamentale a cui riferirsi per un buon posizionamento.

La principale novità è legata al fatto che l’autorevolezza dell’autore (espressa nei suoi diversi modi) gioca un ruolo altrettanto importante per un buon posizionamento del sito su Google.


Alberto Pozzi, Consulente di Comunicazione Digitale, progetta e sviluppa soluzioni web e progetti digitali per aziende a Monza e Milano. Si occupa di strategia digitale, web project management, siti responsivi, social media, progetti SEO, eCommerce, content management.


Tags: Content Management, Content Strategy, Content Writing, SEO, Siti Web
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Alberto Pozzi

Alberto Pozzi, Web Manager / Digital Project Manager: svolgo professionalmente attività di consulenza e strategia digitale dal 1995. Coordino progetti di creazione siti web, e-commerce e di promozione siti internet, nonchè di posizionamento sui motori di ricerca (SEO), social media, e produzione di contenuti (testi, foto, video).

Ho particolare esperienza nella comunicazione di temi di Interior design, per Studi di Architettura e Arredamento, Pubblica Amministrazione, Turismo e Viaggi, Food & Wine, Sport e Eventi, Brand aziendali.

Songwriter iscritto alla SIAE, compongo brani blues, folk, country.

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