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Se il tuo sito web non funziona, forse non è il sito web

Hai un sito web a Monza per il tuo business, non succede nulla e non arriva nessun contatto o beneficio. Ma se il sito web non funziona, forse la causa non è nel sito web.
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Se il tuo sito web non funziona, forse non è il sito web - Alberto Pozzi

Hai uno studio, o una piccola azienda, ma forse anche una media azienda. Sei perfettamente cosciente che senza una presenza digitale rischi di essere tagliato fuori, e quindi hai creato un sito web a Monza, supponiamo, così come in qualsiasi luogo d’Italia. Molto bene.

Se il tuo sito web non funziona, forse la tecnologia non c’entra

Eppure, non succede nulla, non arrivano nuovi contatti, non vendi online, perfino non ti è chiaro esattamente cosa dovrebbe succedere, e dove guardare per capire se le cose funzionano o no; tantomeno ti è chiaro cosa si dovrebbe fare. Il sito web diventa un problema.

In situazioni come queste, spesso il problema non è il sito web. Non risiede nella tecnologia che hai usato o in qualcosa che non funziona nel software o nella piattaforma che hai usato. Magari hai anche già provato a rifare il sito web, e i problemi sono rimasti. Allora il problema potrebbe risiedere altrove.

Perché il tuo sito web non funziona: 4 ragioni possibili

Ecco 4 ragioni a causa delle quali forse il tuo sito web non trova clienti, nuovi interlocutori, e non ti aiuta a vendere o a trovare gli interlocutori che cerchi.

1. Hai pensato una strategia digitale?

Prima di mettere in funzione un sito web, dovresti fissare la tua strategia digitale. Una strategia digitale consiste in una serie di decisioni che stabiliscono chi è il tuo target, che problemi ha in testa, e come tu puoi intercettare, affrontare, magari anche risolvere quei problemi con gli strumenti digitali che attiverai.

Concentrati p.es. sui tuoi clienti. Qual è il problema che il tuo prodotto o servizio risolve? Quali sono i problemi che i tuoi clienti hanno in testa mentre girano su Facebook, su Google, su Instagram, etc.?

Quali sono le parole che cercano?

Quali parole suggerirebbero ai tuoi clienti di arrestare immediatamente il distratto scroll infinito che stanno facendo con lo smartphone, accendendo istantaneamente la loro attenzione, e che li porterebbero direttamente con un click sul tuo sito? Quali sono le parole che ai tuoi utenti suonerebbero come manna dal cielo, che farebbero dire loro “perbacco, questi sanno esattamente qual è il mio problema” o “perbacco, questi ne sanno eccome”?

Ecco, devi avere svolto questo compito. Devi sapere con precisione chi sono i tuoi clienti e cosa farebbe loro girare la testa, anziché ignorarti. E naturalmente, è esattamente questo ciò di cui devi parlare nel tuo sito.

2. Hai dei contenuti interessanti?

Quali contenuti hai pubblicato nel tuo sito? Nella pagina “chi siamo” Non avrai per caso scritto frasi come “siamo un’azienda giovane e dinamica” oppure “leader del mercato” o altri giri di parole per autocelebrarti? Non avrai per caso riutilizzato i testi della brochure di 6 anni fa, vero?

Mettiti nei panni dei tuoi clienti e affronta i problemi

Per scrivere i contenuti del tuo sito, pensa ai tuoi clienti e al tuo target. Immagina di metterti nei panni di un tuo cliente, privo di informazioni. E immagina di affrontare da zero le questioni che normalmente il tuo cliente deve risolvere, e che alla fine lo potrebbero portare a scegliere il tuo prodotto o servizio. Descrivi anche come cambia il suo stato d’animo nei vari passaggi, e fai capire che comprendi le difficoltà, le frustrazioni e le complessità che spesso affrontano i tuoi clienti. Scrivi come dovrebbe fare il tuo cliente per avere meno problemi, per fare più in fretta, per risparmiare più soldi, per avere massima qualità. Chiudi i tuoi contenuti invitando a contattare il tuo servizio, o avere il tuo prodotto.

I contenuti sono l’unica ragione per cui i tuoi clienti ti sceglieranno. Nei primi 5-7 secondi di arrivo del tuo potenziale cliente sul tuo sito, l’attenzione andrà sui tuoi titoli e sulle parole più importanti. Se i tuoi titoli non sono più che esaltanti, e se le parole non sono quelle giuste, le tue pagine verranno ignorate con la velocità di uno swipe (*).

(*) swipe: rapido movimento del dito per far scorrere verso l’alto o lateralmente le immagini su uno smartphone, facendole sparire.

3. Hai previsto delle call-to-action?

Nelle pagine del tuo sito hai introdotto grafica e testi per indicare chiaramente all’utente che cosa dovrebbe fare? Hai previsto una grafica per invitare primariamente l’utente, in maniera indiscutibilmente chiara e semplice, a lasciare l’indirizzo email o il telefono, oppure a chiamare un numero, oppure a esserci ad un determinato appuntamento, oppure a scaricare una certa cosa, oppure a mettere nel carrello il prodotto che sta guardando, oppure anche a donare una somma (onlus, movimenti, liste e partiti politici, etc.)?

Questi “inviti” si chiamano “call-to-action”, e sono una delle cose che nei siti web delle piccole aziende vengono più trascurati. Nelle pagine del sito ci si dilunga a raccontare molto di sé stessi, dei propri prodotti, e poi alla fine, anziché chiarire al tuo interlocutore con la massima evidenza che è giunto il momento di deve fare una determinata cosa, non c’è più nulla.

Tranne la pagina della privacy, praticamente ogni pagina del tuo sito dovrebbe prevedere una call-to-action. Hai fatto la terribile fatica di portare un utente sul tuo sito, di avergli fatto leggere tutta la tua pappardella e, al momento di concretizzare, ti tiri indietro?

Ricordati di prevedere in ogni pagina un incoraggiamento per il tuo lettore a fare quello che deve fare, in maniera semplice, chiara e inequivocabile. Ovviamente, anche questo aspetto deve essere fissato in fase di strategia digitale, e armonizzato con gli altri progetti di comunicazione digitale.

4.Mandi delle newsletter?

Nel tuo sito inviti gli utenti a lasciare la propria email, in modo che tu dopo possa ricontattarli, mandando delle newsletter o delle email commerciali persuasive?

A cosa serve una newsletter?

Una newsletter è una email, inviata con il tuo marchio a cadenza regolare, che contiene una serie di suggerimenti legati al settore di cui ti occupi (magari riferiti ai contenuti che hai aggiornato nel sito), che viene normalmente inviata con cadenza settimanale, oppure quindicinale, o mensile.

Da una parte, chi si iscrive ad una newsletter è interessato a ricevere aggiornamenti gratuiti su un tema a cui è interessato. Per te, dall’altra parte, è utilissimo raccogliere nomi e indirizzi email di soggetti interessati ad un tema vicino al tuo settore di attività. Questo ti consente di parlare a interlocutori attenti, disponibili e interessati; inoltre, ti consente di introdurre nelle newsletter le proposte dei tuoi prodotti e servizi con molta più probabilità di successo. Fare una newsletter è l’attività di promozione che, dal punto di vista marketing, funziona in assoluto meglio di tutte le altre, meglio di radio, tv, stampa e manifesti.

Facciamo un esempio. Se tu fossi il titolare di una gioielleria, potresti condurre autorevolmente un blog, una pagina Facebook e Instagram parlando di orologi antichi di pregio, nonché inviare una newsletter mensile e attirare un pubblico selezionato e interessato al tema degli orologi di alto livello. In questo contesto, l’invio occasionale ai tuoi lettori di una mail commerciale (diciamo 1 ogni 5-6 mail) con una proposta di acquisto di un orologio particolarmente costoso può avere un’incredibile efficacia commerciale, e perfino trovare anche consenso e interesse in chi la riceve.

Ma attenzione, se non alimenti il bisogno con informazioni interessanti e usi la newsletter esclusivamente per proporre l’acquisto di orologi a ripetizione senza fornire informazioni, l’interesse cadrà immediatamente.

Prometti di non dire più la parola “brochure”

Molti, molti imprenditori, e titolari di aziende piccole e grandi, di studi, negozi e catene, considerano ancora il sito web come la versione più costosa di una brochure. Questo è ancora il problema più ricorrente che vedo nei siti web delle aziende. Pensare un sito come una brochure rende il sito stesso inutilizzabile nella comunicazione digitale moderna. Non pensare più al sito come a una brochure. Anzi, non dire proprio più la parola “brochure” con chi ti segue nel digitale. Se devi pensare a qualcosa, pensa piuttosto ad una rivista di settore.

Sarebbe meglio invece pensare il sito web come un’automobile. Comprarla e tenerla in garage (o esposta in strada) non esaurisce la sua funzione. Per capirne il bello bisogna viaggiarci, avendo una direzione (la strategia digitale), mettendo frequentemente la benzina (i contenuti) e incontrando nuovi amici (i tuoi clienti).


Alberto Pozzi, Web Manager, progetta e sviluppa soluzioni web e progetti digitali per aziende. Si occupa di strategia digitale, web project management, siti responsivi, social media, progetti SEO, eCommerce, content management.