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Quello che nessuno ti dice sul sito delle Olimpiadi di Rio2016

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Mentre impazza nel mondo la Rio-mania delle Olimpiadi, non posso fare a meno di dare un’occhiata al sito ufficiale delle Olimpiadi di rio www.rio2016.org, e condividere con voi qualcuna delle emozioni da me vissute durante le XX Olimpiadi Invernali di Torino 2006, che dieci anni fa mi hanno visto impegnato per oltre un anno a progettare e realizzare il sito ufficiale delle Olimpiadi, grazie a Matrix e Telecomitalia.

Pur essendo un’Olimpiade estiva una operazione più complessa di una Olimpiade invernale, (ci sono più discipline, più atleti, più venues, più eventi, più news) il metodo per la progettazione e realizzazione del sito web mi pare oggi il medesimo, largamente collaudato. Vi racconto alcuni dettagli interessanti, sul sito e la realizzazione digitale delle Olimpiadi, che vedo attivi tuttora.

Il sistema Akamai di distribuzione fisica su server remoti

Il Web site ufficiale delle Olimpiadi deve mandatoriamente essere accessibile molto rapidamente in ogni angolo del mondo (durante i giochi il sito ufficiale delle Olimpiadi diventa spesso il sito più visto al mondo, nonchè uno dei più “attaccati” al mondo da hacker); la soluzione adottata nel 2006, così come mi pare anche oggi, è pensare il sito fondamentalmente come un insieme di pagine statiche cachate, e utilizzare un sistema di distribuzione istantanea delle pagine su centinaia, migliaia di server fisicamente distribuiti worldwide, e continuamente allineati da una singola sorgente verso, appunto, migliaia di server remoti.

Questo sistema garantisce un accesso rapidissimo di qualsiasi utente a qualunque pagina del sito da qualunque punto del mondo. Inoltre, eventuali attacchi hacker ad un singolo server possono comportare al massimo un oscuramento per pochi secondi su un singolo server, prima che questo torni di nuovo OK e nuovamente aggiornato dal server centrale. Scorrendo il codice html delle pagine del sito attuale, credo che ancora oggi, come allora, questo sistema di distribuzione sia egregiamente gestito da Akamai.

In pratica, salvando una pagina web sul server centrale, pochi millisecondi dopo la medesima pagina (e le altre ad esse collegate) è già replicata su migliaia di altri server sparsi in tutto il mondo.

Progettare pagine snelle, per alto traffico

Sempre per la stessa esigenza di rapidità di distribuzione remota delle pagine, queste ultime devono essere realizzate graficamente con il minor carico possibile di foto e elementi grafici, affinchè siano rapide da distribuire e da caricare. Questo è una specifica molto stringente per chi doveva progettare e sviluppare il sito.

Per darvi un’idea, il sito di Torino 2006 aveva superato il record di pagine viste in un solo giorno di qualsiasi altra olimpiade precedente, proprio grazie a questi accorgimenti che facilitavano la distribuzione delle pagine worldwide e la relativa fruizione rapidissima del sito; la punta massima raggiunta dal sito di Torino 2006 si è raggiunta durante la finale di Hockey, con +77 milioni di pageview in un giorno, che nel Febbraio 2006 era un numero impressionante. Ad oggi i numeri di accesso al sito di Rio2016 non sono ancora noti.

Due siti: versione Pre-Games e versione Games

I siti da realizzare a supporto delle Olimpiadi sono molti. Oltre a realizzare siti di supporto al viaggio della torcia olimpica, all’adesione dei volontari, a illustrare vari aspetti secondari, il sito ufficiale principale va pensato e realizzato con un look e una missione specifica prima dell’inizio dei giochi, e un altro sito va pensato e realizzato per sostituirlo durante/dopo i giochi. Per esempio, durante e dopo i giochi la massima evidenza va data ai risultati in tempo reale, allo scheduling delle gare in corso, al medagliere, ovvero tutte informazioni primarie che, ovviamente, prima dell’avvio dei giochi non sono disponibili. I siti da realizzare e gestire sono quindi almeno due.

Le settimane di Test

Il processo di realizzazione del sito prevedeva nel 2006 di completare i siti circa 3-4 mesi prima dell’avvio, in occasione delle giornate di Test. Le giornate di Test consistevano in sette giorni di simulazione “digitale” dei giochi. In queste giornate, i sistemi producevano dati finti in tempo reale, proprio come se gli atleti gareggiassero, e l’intero sistema veniva messo sotto test per verificare che tutto funzionasse bene.

Di più: alcuni operatori erano impegnati a simulare guasti e imprevisti, e veniva misurato il tempo impiegato da ciascuno per superare il problema. Dovendo io gestire il sito, supportare la redazione e altre attività legate all’aggiornamento del sito, durante le giornate di Test mi si è avvicinato un soggetto, mi ha spento improvvisamente il pc mentre preparavo una news, e mi ha guardato, dicendomi “Faccia conto che il pc si è rotto. Ora che cosa fa?” . “Mi sposto su un’altra stazione, e uso il backup di immagini su cd che abbiamo allestito.” “Bene, lo faccia e mi faccia vedere.”

Cose così. Ad un mio collega è stato chiesto di non presentarsi il giorno dopo, di simulare un malessere, e di dircelo solo il giorno dopo; un operatore avrebbe osservando come e in quanto tempo avremmo noi risolto il giorno dopo il problema della sua assenza. Oppure, ancora, veniva tolta la corrente di colpo intenzionalmente, per verificare che tutti potessero tornare operativi in brevissimo tempo. Uno spasso.

La grafica del sito e il “look of the Games”

La grafica utilizzata dal sito deriva dalla grafica decorativa ufficiale dei giochi. E’ interessante sapere che la grafica ufficiale dei giochi (che vedete coprire immense zone di stadi, le barriere ai lati delle strade e delle piste, decorare la città, i nastri delle medaglie, le divise di arbitri e volontari, ovunque etc.) in realtà deriva da un singolo disegno iniziale, che viene denominato “The Look of the Games”. Si tratta di un disegno vettoriale unico molto complesso, che può essere ingrandito a volontà, separato in livelli, e all’occorrenza tagliato in orizzontale, in verticale, porzionato in quadrati o rettangoli a seconda delle esigenze grafiche. Ecco il Look of the Games di Rio 2016:
rio2016 look of the games

Notate qui sotto, in vari contesti d’uso del sito e non, come elementi della grafica vengano ripresi, separati nei loro livelli, ingranditi, tagliati e opportunamenti “croppati” in tutte le occasioni d’uso.

rio-2016 look of the games rio-2016 look of the games

Allo stesso modo il Look of the Games di Torino 2006 corrispondeva ad un quadro i cui dettagli, tagliati e stretchati opportunamente, rappresentava tutte le anime di Torino e dell’Italia.

torino 2006 look of the games

Il Look of the Games di Torino 2006

torino 2006 look-of-the-games - crop

torino 2006 look-of-the-games - crop

Alcuni Crop del Look of the Games di Torino 2006

Si tratta di una soluzione grafica di metodo estremamente accorta che fornisce elementi cromatici e decorativi a tutte le possibili esigenze, mantenendo uniformità e rispetto al concept iniziale.

Professionisti delle Olimpiadi

Ci sono professioni legate alle Olimpiadi che si “tramandano” ormai da decenni. Cambiano gli sponsor, cambiano le sedi, ma alcune attività “core” continuano ad essere affidate ai medesimi attori. Vedo Atos sempre partner per la misurazione del sistema di risultati, Akamai sempre titolare della distribuzione dei dati, così come accaduto per tutte le Olimpiadi più recenti; insomma, c’è una “famiglia” di professionisti che si muove nel mondo, seguendo le varie Olimpiadi, per garantire che quanto fatto in precedenza si consolidi ogni volta di più. Un sistema dal quale ho imparato moltissimo.

logo rio 2016 - look of the games rio 2016 - sito ufficiale rio 2016


Alberto Pozzi, Web Manager, progetta e sviluppa soluzioni web e progetti digitali per aziende. Si occupa di strategia digitale, web project management, siti responsivi, social media, progetti SEO, eCommerce, content management.